Mosango
Operazione Africa Onlus
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Ospedale Sardegna

  • Costruzione di un reparto di pediatria, noto anche come Ospedale Sardegna: 180.000 bambini già curati e salvati;
  • Ristrutturazione del reparto maternità (1980), con afflusso annuo di 1.500 gestanti.
  • Scuola primaria con sette aule esagonali per i figli dei lebbrosi (1985), oggi per i ragazzi del villaggio.
  • Acquedotto (1984-1986) che risparmiava ai lebbrosi 6 km di pista sabbiosa; posizionamento di un serbatoio idrico di 75.000 litri.
  • Gruppo elettrogeno per la sala operatoria e la sala parto dell’ospedale.
  • Ristrutturazioni dell’acquedotto di cui al punto precedente (2003, 2011).
  • Reparto Salle d’urgence (padiglione di pronto soccorso) dedicato a p. Giovanni Puggioni (2005).
  • Acquisto di una nuova autoambulanza fuoristrada (2005).
  • Costruzione di due grosse cisterne che garantivano l’approvvigionamento idrico dell’ospedale durante la stagione secca (2012).
  • Acquisto dell’apparecchio di radiografia (2014).

Il progetto principale, a Mosango, riguarda la costruzione di un padiglione di pediatria (ideato inizialmente come “lebbrosario”, destinato ai figli dei lebbrosi), intitolato all’isola sarda e conosciuto col nome di Ospedale Sardegna, frutto di una campagna di sensibilizzazione, denominata “Operazione Mosango”, che dal 1972 coinvolse tutta la Sardegna permettendo in tre anni la realizzazione del progetto in questione. Questa struttura era definita, per l’epoca, un gioiello della sanità zairese a motivo delle sue dimensioni (43 metri per 14) e presentava la novità (per quei tempi e in un ospedale di brousse, ovvero in zona rurale) che il reparto infettivi fosse separato dagli altri ambienti. Il progetto fu di un architetto locale, Ntien Npoto, e il nuovo reparto fu inaugurato, alla presenza del ministro della sanità zairese, il 30 novembre 1975 e visitato per la prima volta da padre Puggioni e alcuni volontari nell’estate del 1976. In quegli anni Mosango divenne una tappa fissa dei viaggi africani dell’Associazione che si prodigò per la ristrutturazione, nel 1977-78, di un ambiente abbandonato destinato a cronicario, il cosiddetto “padiglione per i gravi”(capace di accogliere quaranta malati); nel 1979 fu riattato il dispensario ed il padiglione delle tubercolotiche; poi fu la volta del “foyer” delle donne, adibito a padiglione per la maternità (1980), avente un afflusso annuo di circa 1.500 gestanti. Della gestione della struttura sanitaria si sono sempre occupate le “Suore Poverelle di Bergamo”, che si trovano nella Repubblica Democratica del Congo dal 1952; l’ospedale è, tuttavia, di proprietà dello Stato e registra ancora, grazie all’ottima qualità dei servizi offerti e la preparazione del personale medico e paramedico, una grande affluenza di pazienti. Le suore si prendono cura anche dei pochi lebbrosi oggi presenti: questi si recano una volta alla settimana all’ospedale dove viene loro distribuito, grazie al contributo economico di Operazione Africa, un pasto, i medicinali e l’occorrente per l’igiene personale. Il gruppo elettrogeno per la sala operatoria e la sala parto dell’ospedale, è stato un acquisto di notevole importanza, in quanto sopperisce alle diverse carenze e anomalie del servizio elettrico, molto frequenti in zone come queste. Nel 2005 l’associazione ha finanziato la realizzazione di un ulteriore reparto ospedaliero, la cosiddetta “Salle d’urgence”, ovvero un padiglione per il pronto soccorso che è stato dedicato a p. Giovanni Puggioni, e l’acquisto di una nuova autoambulanza fuoristrada. I padiglioni hanno oggi cambiato nome prendendo quelli delle regioni congolesi e, pertanto, il padiglione conosciuto come “Ospedale Sardegna” ora si chiama padiglione “Katanga”. Attualmente vi sono, in totale, ben sei reparti: medicina interna, pediatria, una sala operatoria di recente realizzazione, maternità, radiologia e il “pronto soccorso”. Nel 1985 l’associazione ha finanziato anche la realizzazione, di una scuola elementare con sette aule esagonali destinata a garantire l’istruzione ai figli dei lebbrosi e che sostituiva la precedente costruzione fatta unicamente in tronchi di legno e col tetto in lamiere arrugginite. Nel 1988 la scuola estese il suo servizio a tutti i ragazzi del villaggio e ognuna delle classi arrivava a contare circa 70-75 bambini. Un altro progetto molto importante di Operazione Africa in questa località riguarda l’approvvigionamento idrico dell’ospedale stesso: negli anni ottanta venne realizzata una diga sul fiume per ottenere un invaso idrico e costruito un acquedotto lungo circa 3000 metri, collegato ad una grossa cisterna avente una capienza di 75.000 litri (1984-86), superando un dislivello di 250 metri e risparmiando ai lebbrosi, e in generale a tutti i degenti, sei chilometri di pista sabbiosa per rifornirsi d’acqua. Il 2011 ha visto il ritorno a Mosango di un gruppo di volontari dell’associazione dopo 23 anni in cui, a causa delle precarie condizioni di sicurezza del Paese, non era stato possibile recarsi sul posto. In seguito a quest’ultimo viaggio l’associazione ha accolto diverse richieste di intervento: in primo luogo si è provveduto, per garantire prontamente il necessario approvvigionamento idrico dell’ospedale anche durante la stagione secca, alla costruzione di due grosse cisterne idriche, e alla ricostruzione dell’acquedotto con la relativa pompa di sollevamento, alla riparazione di diversi accessori e all’acquisto di tanti pezzi di ricambio. Per quanto riguarda la struttura ospedaliera sono stati acquistati un nuovo ecografo e un climatizzatore per la sala operatoria; infine, poiché alcuni fabbricati necessitavano di interventi di ristrutturazione e manutenzione, sono stati stanziati dei fondi per l’acquisto e trasporto di materiali da costruzione (cemento, ferri, sabbia, ghiaia e legname) e di vernici oltreché per la manodopera. Tutt’oggi la nostra collaborazione con l’ospedale di Mosango continua, per tutte quelle necessità che ogni giorno si presentano, al cibo giornaliero per i tubercolotici, all’acquisto di quei piccoli suppellettili per l’ospedale, che con il tempo si logorano e non possono essere più usati.

Località

Mosango - regione del Bandundu,a 420 chilometri dalla capitale Kinshasa e a 120 dal capoluogo Kikwit.

Referente

Congregazione “Suore Poverelle di Bergamo” e p. Mario Cogliati S.J..

Durata

Anni 1973-2012

Stato

Realizzato

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Contatti

Operazione Africa Onlus

via Ospedale 8, 09124 Cagliari
CF: 92011260921
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